FAQ

Una piccola guida per orientarsi con Domande e Risposte

Un insieme di beni e servizi messi a disposizione dal datore alla generalità o categorie di dipendenti.

Beni e servizi all’interno di Piani Welfare (a fronte di regolamento aziendale o contratto) che, se messi a disposizione dal datore a generalità o categorie di dipendenti, non concorrono all’imponibile fiscale e previdenziale, azzerando il cuneo.

Beni e servizi, diversi da quelli previsti dall’art. 51 c.2 erogabili ad personam, tramite voucher multiuso, con un limite di esenzione fiscale e previdenziale fissato dalla legge (es. € 258,23 strutturale).

Il fornitore di un portale informatico che fornisce beni e servizi connessi ai Piani Welfare.

Un portale informatico che fornisce beni e servizi previsti dai Piani Welfare.

Contrattazione Aziendale e Territoriale, Nazionale, Interconfederale.

Contrattazione di secondo livello Aziendale, Territoriale.

Sempre nel caso di conversione da PdR; nel caso di welfare puro se la fonte è il contratto nazionale, il contratto di secondo livello, il regolamento aziendale come adempimento di un obbligo negoziale.

Solo la conversione in welfare del Premio di Risultato da contratto di secondo livello (ambito detassazione).

Corrispondenza tra retribuzione e netto.

I servizi di utilità sociale sono deducibili nel limite del 5 per mille del costo del personale (art. 100 TUIR).

Sarà assoggettato a contribuzione e tassazione l’intero importo corrisposto, vale a dire anche la quota di valore inferiore al limite previsto.

Tutti i dipendenti di una certa tipologia connessa al rapporto lavorativo non è lecito costituire la categoria su caratteristiche personali o famigliari (es. mamme Interpello 57).

Può consentire il pagamento delle necessità di cura per bambini e anziani, consente convenzioni con servizi.

No, non è cedibile ne monetizzabile e dev’essere nominativo.

Sul contributo a carico del datore di lavoro è dovuto un contributo di solidarietà del 10%.

Ai lavoratori subordinati, somministrati, stagisti, amministratori.

Previa determinazione nel Piano di welfare, lo si può mettere nel fondo di previdenza, al fondo sanitario oppure si può azzerare, non è possibile trasformarlo in moneta.

Si può convertire in denaro (sottoposto a contribuzione ed imposta sostitutiva) o lo si può mettere nel fondo di previdenza o fondo sanitario. Non può essere azzerato in quanto è diritto monetario del lavoratore.

  • educazione e istruzione anche in età prescolare (art. 51 c.2 fbis),
  • servizi integrativi e di mensa ad essi connessi (art. 51 c.2 fbis),
  • ludoteche e centri estivi e invernali (art. 51 c.2 fbis),
  • borse di studio (art. 51 c.2 fbis).

No, è possibile graduarlo in base alla categoria (es. € 100,00 operai; € 200,00 impiegati), è inoltre possibile graduarlo in percentuale rispetto alla retribuzione Lorda (AE Risoluzione 55E/2020).

È possibile offrire a coloro che convertono tutto o in parte il PdR in welfare (gruppo omogeneo) una quota aggiuntiva erogata ugualmente in welfare.

Nel caso di anticipazioni, riscatti, RITA, cessazione del rapporto di lavoro e maturazione dei requisiti pensionistici del sistema previdenziale obbligatorio.

Sulla parte imponibile (la contribuzione versata in fase di accumulo è stata dedotta) verrà applicata una tassazione massima del 15% (imposta sostitutiva) che si ridurrà dello 0,30% per ogni anno di iscrizione successivo al 15°, con un limite massimo di riduzione del 6% ovvero fino al raggiungimento di una tassazione finale massima del 9%.

Familiari anche non fiscalmente a carico:

  1. assistenza sanitaria (art. 51, c. 2 lett. a);
  2. educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto (art. 51, c. 2 lett. f).
  3. educazione familiari (art. 51, c. 2 lett. fbis);

4. assistenza ai familiari over 75 o non-autosufficienti (art. 51, c. 2 lett. fter)

Familiari a carico:

  1. abbonamento trasporto pubblico (art. 51, c. 2 lett. dbis).

Il coniuge, i figli legittimi o illegittimi o naturali o adottivi, i genitori, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, i generi e le nuore.

Nel Fondo Sanitario i contributi non concorrono all’imponibile fiscale nei limiti di € 3.615,20 e € 6.615,20 se versati anche in relazione al premio di risultato (welfare puro + welfare conversione PdR destinato al Fondo Sanitario).

Nel Fondo Pensione Integrativo i contributi versati sono deducibili dal reddito fino alla soglia annua di € 5.164,57, € 8.164,57 se versati attraverso il premio di risultato (welfare puro + welfare conversione PdR destinato al Fondo di Previdenza Complementare).

Per anziano si intende l’over 75 e per non autosufficiente chi è incapace di svolgere gli atti della vita quotidiana (art. 51, c. 2 lett. fter).

I buoni pasto non sono cedibili, commercializzabili, né convertibili in denaro; oltre negli esercizi della ristorazione possono essere utilizzati per l’acquisto di generi alimentari nei supermercati che siano pronti al consumo.

No, per la prassi devono essere rivolti a generalità e/o categorie di dipendenti.

Solo per l’eccedenza agli € 8,00 per giorno lavorato (es. se € 9,00 è imponibile € 1,00).

Hanno un’aliquota IVA agevolata al 4%, interamente detraibile (assimilabile a mensa aziendale).

Si, perché il regime fiscale e previdenziale di esenzione dipende dallo svolgimento dell’attività lavorativa sebbene da remoto.

No, solo se è diretta ai lavoratori edili e a strutture lavorative a carattere temporaneo con limite di € 5,29.

Si, ma entro i rispettivi limiti previsti dagli artt. del 51 comma 3 e 51 comma 2 lett. c)

Devono essere nominativi e utilizzati dal titolare, non possono essere monetizzati.

Per il lavoratore e l’azienda è defiscalizzato e decontribuito (es. lett. f palestra; fbis libri di testo, fter badante).

I Premi di risultato devono avere un importo pari o inferiore ai 3.000 euro annui, ed essere destinati a lavoratori con reddito di lavoro dipendente, dell’anno precedente, inferiore agli 80.000 euro.

Deve versare la contribuzione piena Inps su quella somma, tuttavia la somma più la contribuzione versata sono deducibili a livello Irpef e Ires.

Il pagamento deve essere gestito solo dal datore perché l’esenzione è sul servizio e non sul rimborso.

Di donare ai colleghi con carichi di cura solo i giorni di ferie e riposi non goduti eccedenti le quattro settimane previste dalla legge.

Una figura che fornisce supporto ai lavoratori riguardo ad una serie di attività, mansioni e responsabilità, è un servizio salvatempo.