I lavoratori italiani sono sempre più attenti al welfare aziendale

Attento al proprio benessere e alla qualità della vita, conoscitore del welfare, interessato alla personalizzazione dei servizi, desideroso di essere più ascoltato in azienda e di essere affiancato da un consulente per il welfare, disposto a un aumento retributivo sotto forma di una o più prestazioni di welfare. È l’identikit del lavoratore dipendente italiano, così come si evince dal 7° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, presentato il 21 febbraio scorso a Roma. Secondo il rapporto, nel 2022 c’è stato il dato più alto di sempre di occupati, con ben 23,1 milioni. In 10 anni (tra il 2012 e il 2022) il tasso di occupazione è passato dal 56,1% al 60,1% (uomini dal 65,5% al 69,2%, donne dal 46,8% al 51,1%).

Dal rapporto emerge un dato interessante: il calo del potere d’acquisto, messo a dura prova dallo stop ai salari e dall’erosione degli stipendi provocata dall’inflazione, ha generato una sorta di cambiamento culturale: oggi, infatti, gli italiani sembrano molto più attenti al welfare aziendale, e in generale tengono più in conto il proprio benessere, la qualità della vita, la conciliazione della vita privata e familiare con quella professionale. Secondo il Rapporto l’81,8% degli occupati dichiara di sapere cosa sia il welfare aziendale, definendo necessari tutti quei benefit e quelle prestazioni erogate dai datori di lavoro in diverse forme: buoni pasto, voucher asilo, abbonamenti in palestra, sconti vari grazie a convenzioni e accordi, ecc.

Ecco perché, grazie anche alle novità introdotte dalla Legge di Stabilità nel 2016, c’è la consapevolezza che il welfare aziendale possa davvero contribuire al benessere dei lavoratori. Fondamentale è la personalizzazione dei servizi, con offerte tarate in base alle esigenze di ciascuno. Per ottenerlo, è necessario un dialogo costante e diretto tra lavoratore e azienda, e non è un caso che ben l’89% di questi chieda di essere ascoltato e reclami più attenzione alla qualità della vita. Il 72,4% chiede addirittura di essere affiancato da una sorta di un consulente per il welfare, mentre il 79,3% chiede che i servizi di welfare aziendale siano accessibili e gestibili tramite app su smartphone.

Infine dal Rapporto emerge come 4 lavoratori su 5 vedrebbero favorevolmente un aumento retributivo sotto forma di una o più prestazioni di welfare.