Progetto Communitas

Welfare, alleato prezioso in un’epoca di cambiamento delle famiglie

Per aumentare la natalità e tornare finalmente a riempire le culle e bisogna introdurre benefit e servizi a favore dei lavoratori

I dati Censis parlano chiaro: il nostro Paese è cambiato in modo radicale dagli anni Cinquanta ad oggi. Il tasso di fertilità si è dimezzato, con una media di un figlio a coppia, mentre l’età media di vita è passata dai 65 agli 81 anni per gli uomini e dai 69 agli 85 per le donne.

Questo fenomeno, ovviamente positivo, ha come principale conseguenza il rapido invecchiamento della popolazione italiana con l’aumento da 32 a 46 anni dell’età media. Nei prossimi anni, dunque, la percentuale di anziani sarà sempre più rilevante. Quest’anno la classe 1964, la più numerosa in assoluto perché figlia del boom economico dei primi anni Sessanta, raggiungerà 60 primavere. Ma il dato che preoccupa è il crollo della natalità.

In questa situazione ripensare il welfare diventa una priorità. I protagonisti della società, a partire dalla istituzioni, devono mettere in campo tutte le misure per raggiungere due risultati importanti: potenziare le politiche attive per la popolazione che invecchia e introdurre strumenti per sostenere la natalità. In entrambi i casi il welfare ha un ruolo prioritario.

In particolare nelle aziende bisogna prevedere benefit e servizi che consentano di porre in essere le condizioni più favorevoli per aumentare la natalità nelle famiglie. Oggi mettere al mondo un figlio viene considerato un gesto da supereroe; il welfare può contribuire in maniera determinante a trasformare questo atto eroico in un gesto coraggioso sì, ma meno faticoso da tutti i punti di vista, sia economico che organizzativo.